Dichiarazione del Presidente Regionale ANCI, Pier Sandro Scano, sul Tavolo Regionale di Coordinamento dei flussi migratori

Pubblichiamo la dichiarazione del  Presidente Regionale ANCI, Pier Sandro Scano, sul Tavolo Regionale di Coordinamento dei flussi migratori tenutosi ieri, 2 agosto 2016, in Prefettura.

“I Prefetti, in buona sostanza, sia pure con un linguaggio garbato, hanno tirato le orecchie ai Comuni. La nostra risposta è che Roma deve ascoltare molto bene i Comuni. Noi siamo per l’accoglienza, di più, per la buona accoglienza. Siamo, quindi, per superare l’approccio emergenziale, per una distribuzione territoriale equa e diffusa, per costruire processi di integrazione e di inclusione. Inclusione, perché sia chiaro di che si parla, vuol dire istruzione e lavoro. Abbiamo dichiarato la disponibilità, come Comuni sardi, a portarci avanti nella sperimentazione di un’accoglienza diffusa, cioè per piccoli numeri, imperniata sui Comuni, invece che su soggetti proprietari di grandi  immobili. A patto che lo Stato ci metta in condizione di farlo. Stiamo parlando di QUANTI e di COME gestire il fenomeno. Numeri, risorse e procedure. Il dovere della solidarietà, principio di umanità e di civiltà, va coniugato con la capacità dell’Italia e dell’Europa di affrontare i problemi reali.

Il flusso non può essere senza limiti. Dobbiamo salvarli tutti, ma non possiamo tenerli tutti. Quindi : cooperazione internazionale, investire sullo sviluppo dell’Africa, contenimento e selezione degli ingressi e, anche, strategie continentali di rimpatrio, nei casi dovuti.

Per la risorse, c’è un problema di adeguatezza e di continuità. Non si può dire al Comune: arrangiati! Come si fa, per lo più, per i minori stranieri non accompagnati. E va detto che a mancare non è la Regione, bensì proprio lo Stato centrale.

Sulle procedure, ci sarebbe un mucchio di cose da fare. Non sono accettabili i tempi attuali per la definizione dello status dei migranti e per l’esame dei ricorsi. Così come sono inconcepibili i vincoli contabili che impediscono la spesa comunale.

Un’ultima questione, di cui nei circuiti ufficiali non si parla. Oltre alle presenze registrate, c’è un mondo di migranti non registrati, un mondo ufficialmente inesistente, che vive in mezzo a noi. Un mondo in accelerata espansione. Questa situazione pone sempre più problemi di gestione delle politiche sociali ( competizione tra poveri e migranti) e delle politiche di sicurezza e di ordine pubblico.

Forse sono i Comuni che debbono tirar le orecchie ai poteri centrali dello Stato. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, meglio e di più.”

Anci Sardegna

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