Riforma della pubblica amministrazione: in vigore il decreto

Sulla G.U. del 24 giugno è stato pubblicato il Decreto sulla Riforma della Pubblica Amministrazione. Tra le disposizioni troviamo il ricambio generazionale, la mobilità obbligatoria e volontaria, la semplificazione del turn over.

Le misure contenute nel decreto legge “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari” sono in vigore dal 25 giugno 2014  (G.U. n.144 del 24-6-2014).

Tra le novità:

Ricambio generazionale: viene eliminato l’istituto del trattenimento in servizio, che consentiva di restare in servizio dopo il raggiungimento dell’età pensionabile. L’obiettivo, come ha spiegato il Presidente Renzi nella conferenza stampa successiva al Consiglio dei Ministri del 13 giugno, in cui  è stato approvato il decreto,  è creare di nuovi posti di lavoro nella Pubblica amministrazione.  I trattenimenti in servizio, in essere al 25 giugno, data di entrata in vigore del decreto, sono fatti salvi fino al 31 ottobre 2014, o fino alla loro scadenza, se prevista in data anteriore. Quelli già disposti e non ancora efficaci al 25 giugno sono revocati.
Per salvaguardare la funzionalità degli uffici giudiziari sono fatti salvi i trattenimenti in servizio dei magistrati e degli avvocati dello Stato, fino al 31 dicembre 2015.  Inoltre le amminsitrazioni potranno disporre il pensionamento dei dipendenti che hanno raggiunto la massima anzianità contributiva, liberando ulteriori posti per nuovo asseunzioni. Sono vietati i conferimenti di incarichi dirigenziali o direttivi ai lavoratori in pensione, privati o pubblici.

Turn over: le amministrazioni dello Stato, le agenzie e gli enti pubblici non economici possono  procedere,  per  l’anno 2014, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite  di un contingente di personale complessivamente  corrispondente  ad  una spesa pari al 20 per cento di quella relativa al personale  di  ruolo cessato nell’anno precedente. La  facoltà  ad  assumere è fissata nella misura del 40 per cento per l’anno  2015,  del  60  per cento per l’anno 2016, dell’80 per cento per l’anno 2017, del 100 per cento a decorrere dall’anno 2018.  Ai  Corpi  di  polizia,  al  Corpo nazionale dei vigili del fuoco e al comparto  Scuola  si  applica  la normativa di settore. In questo modo, si semplifica il processo di assunzione, perché rimane solo il vincolo finanziario e viene meno quello relativo al numero di dipendenti.

Mobilità: è semplificato il ricorso alla mobilità, in quanto per quella volontaria, tra le amministrazioni centrali dello Stato, non è più previsto l’assenso dell’amministrazione di provenienza. L’unico criterio posto è che l’amministrazione ricevente abbia un numero di posti vacanti superiore rispetto a quella cedente. Per la mobilità obbligatoria è fissato il limite di distanza di 50 chilometri tra le amministrazioni, entro il quale il dipendente può essere adibito a qualsiasi amministrazione o sede.

Razionalizzazioni organizzative: vengono unificate le scuole di formazione delle amministrazioni statali, è soppressa l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici e rafforzate le competenze dell’Autorità nazionale anticorruzione, sono razionalizzate le autorità indipendenti, è prevista la ricognizione degli enti pubblici e l’unificazione delle banche dati sulle società partecipate.

Misure di semplificazione: sono introdotte numerose semplificazioni per i disabili e per i malati cronici, è ridotto alla metà il contributo dovuto dalle imprese alle camere di commercio, sono semplificati e accelerati i controlli della Corte dei conti, sono accelerati i giudizi amministrativi in materia di appalti pubblici.

Da rilevare come, nel campo dei lavori pubblici, le uniche conferme significative rilevabili nel testo ufficiale del D.L. sono quelle relative alla soppressione dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (art. 19) e quella della trasmissione delle varianti in corso d’opera all’ANAC (art. 37).
Non sono state inserite le disposizioni relative:

  • alla cancellazione dell’incentivo 2 % per i tecnici pubblici dipendenti;
  • alla riduzione dei requisiti relativi alle gare di progettazione con la modifica dell’articolo 263 del Regolamento n. 270/2010;
  • alla cancellazione della norma relativa al criterio di aggiudicazione al netto del costo del personale;
  • al controllo dei requisiti soltanto del vincitore.

tutte originariamente inserite nello schema di decreto-legge circolato antecedentemente e successivamente al Consiglio dei Ministri del 13 giugno.

In riferimento all’incentivo 2% per i tecnici pubblici dipendenti, la norma non è stata del tutto cancellata ed è stata inserita come divieto di erogazione di somme aggiuntive al personale con qualifica dirigenziale.

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