Siamaggiore: ANCI e Sindaci riuniti contro il dimensionamento scolastico – Scano: “Siamo con chi sui batte per i diritti e il futuro dei paesi sardi”

Ieri mattina a Siamaggiore l’ANCI Sardegna ha incontrato i rappresentanti dei  Comuni che subiranno la chiusura delle scuole.

In apertura il Presidente Pier Sandro Scano: “La Giunta Regionale lo sappia: l’ANCI non lascerà solo nessun sindaco e nessuna comunità locale nella lotta per la difesa dei propri diritti e per il proprio futuro”.

L’ANCI ed i sindaci hanno espresso condivisione sui seguenti punti:

1)      i Comuni scesi in campo contro le scelte della Regione non sono miopi difensori di una scuola dequalificata e dello status quo; è piuttosto la Regione, sia nella precedente legislatura cosi come in quella attuale, a non essere all’altezza della sfida, limitando la propria politica al recepimento delle scelte ministeriali. Sarebbe stato necessario approvare la legge regionale sulla Pubblica Istruzione e preparare strategicamente il futuro. Non è stato fatto ne in passato, ne oggi.

2)      i Comuni e l’ANCI rilanciano la proposta della moratoria di un anno per realizzare un piano di riorganizzazione che veda andare di pari passo l’assetto delle scuole, compresi i poli di aggregazione, il processo di riordino degli EELL e la definizione dei piani territoriali di sviluppo, per cercare di costruire un futuro per le zone svantaggiate;

3)      l’idea che il problema in questione non è rappresentato dal solo disegno di dimensionamento scolastico, ma dall’errata idea di Sardegna, dalla errata lettura dei bisogni del territorio e dalla errata strategia di sviluppo messa in campo.

L’ANCI ed il sistema degli EELL ritengono che il Piano Regionale di Sviluppo e i Programmi Operativi sulle risorse comunitarie necessitino ancora di riflessione e di una netta correzione sulle questioni fondamentali dello spopolamento e della strategia per le aree svantaggiate.

Diversi Comuni hanno segnalato interrogativi e dubbi sulle modalità di applicazione dei criteri delle Linee Guida. A tale riguardo si è deciso di procedere ad un’attenta verifica della scelte effettuate, senza escludere la via dei ricorsi al TAR.

Pier Sandro Scano ha ribadito: “sembra che ci sia rassegnazione allo spopolamento dell’interno, come fosse una battaglia ormai appartenente al passato, pochi ascoltano la protesta delle comunità locali sulla chiusura delle scuole, delle caserme, degli uffici postali, sulla grave realtà occupazionale e produttiva, e quant’altro. Noi abbiamo un’idea di Sardegna molto diversa, pensiamo che politica e istituzioni debbano usare tutti gli strumenti in proprio potere affinché la Sardegna tutta, e le zone interne in particolare, rimanga viva”.

 

 

 

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