Sicurezza – Finanziamenti per videosorveglianza

Scade il 30 giugno 2018 il termine per presentare la domanda di finanziamento di nuovi impianti di videosorveglianza contro la criminalità diffusa e predatoria.

Per accedere al contributo è necessario presentare preventivamente un progetto dettagliato alla Prefettura sulle finalità dell’impianto e sull’eventuale uso condiviso tra Polizia locale, Carabinieri e Questura. E a parità di punteggio avranno preferenza i Comuni sciolti per infiltrazione, che hanno dichiarato il dissesto o che hanno presentato il progetto più creativo.

Il Decreto Sicurezza dello scorso anno, il dl 14/2017, ha previsto all’art. 5 la possibilità di supportare i Comuni per l’installazione di moderni sistemi di videosorveglianza da utilizzare preferibilmente in comune tra tutti gli organi di vigilanza presenti sul territorio.

Per essere ammessi al finanziamento il Comune dovrà aver sottoscritto innanzitutto un Patto per la sicurezza con la Prefettura, ai sensi del dl 14/2017, che individui come obiettivo prioritario per la prevenzione e il contrasto della criminalità l’installazione di sistemi di videosorveglianza.

Poi sarà necessario realizzare un progetto strategico da fare approvare preventivamente al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Ovvero una presentazione dettagliata degli obiettivi dell’intervento tecnico specificamente dedicata all’analisi della tutela dei dati personali e delle diverse prerogative delle forze di polizia, con allegato un protocollo d’intesa necessario per la successiva attivazione operativa degli impianti. Il Comune dovrà poi dichiarare di possedere la disponibilità delle somme necessarie per assicurare la corretta manutenzione delle tecnologie e che non si tratta di sostituzione di impianti già realizzati o precedentemente finanziati.

Le richieste di ammissione ai finanziamenti, per complessivi 37 milioni disponibili nel triennio 2017-2019, dovranno essere presentate alla Prefettura territorialmente competente entro il 30 giugno 2018.

La domanda andrà necessariamente presentata utilizzando il modello allegato al decreto  corredata infine da un progetto tecnico redatto in conformità all’art. 23 del codice appalti, con evidenziata anche la quota di cofinanziamento municipale.

I criteri di valutazione delle domande utili per essere ammessi al beneficio spaziano dall’indice di delittuosità del luogo alla dimensione demografica. Avranno maggiore possibilità di essere ammessi al finanziamento i Comuni più piccoli e con maggior pericolosità sociale. Ma anche quelli che avranno presentato progetti meglio strutturati e parzialmente finanziati con fondi propri degli stessi enti interessati. A parità di punteggio avranno poi la preferenza i Comuni in dissesto, sciolti per infiltrazioni o dei territori del Mezzogiorno, ai sensi del DPCM 7 agosto 2017.

Scarica QUI il testo del provvedimento:

 

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