Un incontro molto partecipato sulla Legge di Stabilità 2016

Si è svolta venerdì scorso a Cagliari, presso la Sala Conferenze della Fondazione del Banco di Sardegna, un’importante giornata di informazione e di ascolto sulla Legge di Stabilità 2016 dedicata agli amministratori e tecnici dei Comuni della Sardegna che hanno partecipato numerosi. L’iniziativa è parte di un ciclo di incontri calendarizzati su tutto il territorio nazionale dedicati alla Legge di Stabilità 2016, organizzati da Anci Nazionale, da IFEL e dalle Anci Regionali, in collaborazione con il Gruppo Sole24ore.

Il lavori sono stati aperti con il saluto del Presidente di ANCI Sardegna, Pier Sandro Scano: “da parte di ANCI c’è stato un attento ascolto dei territori e anche questa legge di Stabilità in parte lo conferma. Si chiude una fase difficile per gli enti locali, gli anni dal 2008 al 2014 hanno rappresentato una fase terribile fatta di pesanti tagli alle casse e uno svuotamento del ruolo dei Comuni. Ora siamo entrati in una fase delicata in cui temi finanziari si legano al tema del riordino degli enti locali con una profonda revisione della legge Del Rio. In Sardegna abbiamo conquistato un importante traguardo grazie alla previsione – inserita nella legge di riordino degli enti locali sarda licenziata la scorsa settimana – del coinvolgimento della Conferenza Permanente Regione-Enti locali per ogni passaggio normativo di interesse locale. Sulla legge finanziaria abbiamo difeso e siamo riusciti a salvaguardare il Fondo Unico che non verrà intaccato. Ci sono ancora diverse criticità, pensiamo al taglio di 30 milioni sul welfare. Per le politiche sociali si pone sia la questione del taglio di 30 milioni, sia una questione di impostazione di politiche regionali che appaiono piuttosto confuse”.

Per il Direttore di Anci Sardegna, Umberto Oppus che ha presentato e moderato i lavori: “il quadro 2016 è sicuramente migliorato rispetto al passato per il doppio risultato: fine dei tagli alla finanza locale e superamento del patto di stabilità. Restano comunque partite aperte come hanno dimostrato i dati illustrati: il contributo dei Comuni Sardi alla finanza pubblica ha visto una media certificata di 171 euro pro capite nei Comuni Sardi contro i 105 dei Comuni del Meridione (tra tagli ai trasferimenti ed effetti sulla finanza locale). E’ evidente una sperequazione che ha penalizzato non poco gli Enti Locali della Sardegna. Dati su cui riflettere”.

Il Segretario Generale dell’ANCI Nazionale, Veronica Nicotra ha illustrato i risultati raggiunti e argomentato le problematiche ancora aperte: “c’è stata una ottima interlocuzione con il Governo e siamo riusciti a soddisfare alcune richieste storiche dei Comuni. La contrattazione non è stata semplice. Il 2016 non vede, finalmente, ulteriori tagli per i Comuni ma restano irrisolte parecchie questioni. Questo continuo cambio di regimi normativi sulle tasse immobiliari (ICI, IMU, TASI) rischia di creare un serio problema quanto alle compensazioni a Comuni. Siamo felici per la riduzione della pressione fiscale sui cittadini, ma non neghiamo una certa preoccupazione, si rischia un ritorno alla finanza derivata. Traguardo storico è il superamento del Patto di stabilità che riconsegna ai Comuni una certa autonomia di manovra, liberando risorse e investimenti. Resta critica la parte normativa sulle assunzioni di nuovo personale. Noi abbiamo chiesto una percentuale di turn over pari all’80%, ne è stato riconosciuto solo il 25%. Noi insisteremo per una modifica tale da garantire maggiore flessibilità almeno in quei settori dei Comuni che attengono ai diritti essenziali. Speriamo che i decreti attuativi vengano emanati in tempi brevi”.

Particolarmente seguito l’intervento del Sindaco di Cagliari, Massimo Zedda: “In questi ultimi 10 anni pareva esserci un disegno volto contro i Sindaci e l’importanza del ruolo svolto dalle Amministrazioni comunali. Vorrei ricordare che solo il 25 % dell’indebitamento totale dello Stato è imputabile alle Amministrazioni comunali; il 7% della spesa totale dello Stato è in capo ai Comuni. Vorrei ricordare che i Sindaci sono i veri promotori dello sviluppo economico e produttivo. Lo sviluppo del Paese parte dal sistema dei Comuni a seconda della vocazione dei territori. Oggi abbiamo una dotazione di personale minima diversamente giovane che non è in grado di soddisfare le crescenti richieste di privati e cittadini, le richieste crescono, il personale diminuisce. I Comuni dovrebbero poter assumere in base al proprio fabbisogno. Questo aspetto è costantemente sottovalutato”.

L’intervento del Direttore dell’Ifel, Pierciro Galeone, si è concentrato sull’impegno della Fondazione a sostegno dei Comuni svolto anche attraverso il rapporto con le Anci regionali ed ha ricordato la possibilità di accedere ad un nuovo servizio di consultazione on line al Quotidiano degli Enti Locali edito da ANCI ed IFEL.

Si è entrati nel vivo della riforma con Giuseppe Ferraina, Dipartimento finanza locale ANCI-IFEl e Agostino Bultrini, Responsabile del Personale e delle relazioni sindacali ANCI, i quali hanno approfondito gli aspetti salienti della legge di stabilità e le modifiche introdotte alle linee di politiche per il personale.
L’appuntamento si è concluso con i numerosi quesiti dei Comuni a cui gli esperti hanno dato puntuale risposta.

Materiale

Slides finanza locale

Slides personale



 

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