Dichiarazione del Presidente Scano in merito alla vicenda che ha portato all’arresto di cinque Sindaci Sardi

Al termine della seduta del Consiglio Regionale ANCI Sardegna, riunitosi stamane a Cagliari nella Sala consiliare del Comune per approvare il Conto Consuntivo 2014 e il Bilancio di Previsione 2015, il Presidente ANCI Sardegna Pier Sandro Scano ha rilasciato una  dichiarazione in merito alla vicenda che ha portato all’arresto di cinque Sindaci.

In questo momento, in cui un gruppo di Comuni è oggetto di un’importante indagine giudiziaria e nel quale l’opinione pubblica si interroga sull’operato dei Comuni in generale, come ANCI riteniamo che sia necessario, per prima cosa, rendere giustizia, usiamo proprio questo termine, alla funzione svolta dalla generalità dei Sindaci, che stanno contribuendo in modo essenziale alla tenuta sociale e democratica del Paese. I Sindaci sono dei cittadini che dedicano alla comunità il proprio tempo, il proprio impegno, anche con il sacrificio della tranquillità personale, del lavoro e della famiglia.

Per queste ragioni, come ANCI Sardegna, chiediamo che vengano accertate rigorosamente tutte le responsabilità. Diciamo, senza nessun equivoco, che chi ha sbagliato ne dovrà rispondere.

I reati contro la pubblica amministrazione sono particolarmente deplorevoli perché colpiscono la fiducia nella politica e nell’impegno civile. Nel dire queste parole chiare e inequivocabili, riteniamo doveroso ricordare la diversità delle fattispecie e dei singoli casi oggetto dell’inchiesta, e, inoltre, che la responsabilità penale è personale e che per la nostra Costituzione vale la presunzione di innocenza sino a prova contraria.

Sottolineato che non intendiamo avere niente a che spartire con chi violasse le leggi per vantaggio personale, vogliamo aprire con l’opinione pubblica e con tutte le istituzioni un ragionamento di fondo sulla condizione e sui problemi nei quali i Comuni operano. Indichiamo fin d’ora alcune questioni:

1) i Comuni debbono conoscere e avere risorse certe da programmare, senza essere costretti alla corsa al finanziamento in tempi impossibili;

2) i Comuni non possono, come accade oggi, essere privi di fondi per le progettazioni di opere necessarie;

3) la distinzione di responsabilità tra politica e gestione, in vigore dal 1997, richiede una ulteriore definizione come, ad esempio, la rotazione dei dirigenti; 4) occorre rivedere le norme regionali e nazionali in materia di progettazioni e di appalti, definendo procedure lineari, semplici e chiare che evitino violazioni ed abusi.

Il problema che stiamo ponendo è che oggi il Sindaco che voglia – non stiamo parlando ovviamente di chi persegue vantaggi personali – realizzare in tempi certi il suo programma di governo, nell’interesse della comunità, si trova spesso ad operare non per propria scelta sul filo della legalità per risolvere difficoltà insite nel sistema normativo ed amministrativo”.

Pier Sandro Scano

Anci Sardegna

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